L’Aids è considerato dall’Organizzazione mondiale della sanità come uno dei tre principali pericoli per l’umanità, insieme ai rischi climatici e nucleari. Sono oltre 40 milioni le persone con Hiv positivo nel mondo, l’Africa da sola ne ospita circa i due terzi. Mancano dati ufficiali su Cina e India. La Chiesa cattolica è in prima linea nella lotta contro questa pandemia e nell’assistenza "globale" ai malati e alle loro famiglie. Sono circa un milione i religiosi e le religiose impegnati su questo fronte, il più delle volte con "scarsa visibilità" e in solitudine. Per sopperire a questa mancanza, le Unioni dei Superiori (Uisg) e delle Superiore (Usg) generali delle Congregazioni religiose maschili e femminili impegnate nella prevenzione e nella lotta all’Hiv e all’Aids, in collaborazione con l’Agenzia delle Nazioni Unite per la lotta all’Aids (Unaids) e la Georgetown University, hanno condotto una ricerca. Il Progetto "Mappatura" sarà presentata al Forum internazionale "In Loving Service", che i religiosi promuoveranno a Roma, dal 3 al 5 maggio. Il Forum è stato presentato in conferenza stampa, questa mattina a Roma, da padre Frank Monks, camilliano, della Commissione salute Uisg e Usg e membro del Pontificio Consiglio per la Salute, e le suore comboniane Maria Martinelli e Dorina Todiello. (segue)” ” ” “