"Sono tre gli aspetti di cui bisogna tener conto rispetto alla questione della tutela del lavoro": questo il parere espresso, stamattina a Roma, da Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli, nella conferenza stampa di presentazione del 23° Congresso nazionale. "Innanzitutto ha osservato Olivero – non si può ragionare più di tutela della dignità dei lavoratori riferita ad un singolo Paese, ma a livello globale". In questo senso, le Acli chiedono "la ‘tracciabilità sociale’ di ogni prodotto per garantire non solo la qualità, ma anche coloro che concretamente lo fanno". Ragionare su scala mondiale non significa, però, dimenticare che "è necessario modificare la tutela dei lavoratori sul territorio nazionale", in quanto "le tradizionali tutele costruite nel secolo scorso oggi spesso sono insufficienti rispetto ai bisogni dei lavoratori. Basti pensare ha detto Olivero ai lavoratori atipici che non sono interessati dai contratti collettivi". Il terzo aspetto concerne "l’unità sindacale": "Occorre ridiscutere il modo di fare sindacato per evitare che ciascun sindacato rappresenti solo i propri iscritti", il che non è "il bene del Paese". Di qui la "sfida": "Almeno nell’ambito della tutela dei nuovi lavori e dei nuovi lavoratori i sindacati, che sono un elemento centrale per la vita del Paese, immaginino di essere uniti".