Morti bianche, qualità e priorità delle relazioni umane, attenzione ai lavoratori a alle loro esigenze: questi i temi affrontati dal vescovo di Padova, mons. Antonio Mattiazzo, nel messaggio scritto quest’anno – per la prima volta – in occasione del 1° maggio, Festa del lavoro. "Le morti bianche sono tante, troppe, anche nel nostro territorio afferma il presule -. Sono il segno di una società" che "ancora deve fare strada sulla via della responsabilità, della giustizia, della consapevolezza del valore della vita e del bene comune, inteso come bene di tutti gli uomini e di tutto l’uomo. La sicurezza sul lavoro è una questione che dovrebbe scuotere la coscienza e mobilitare ciascuno secondo le proprie responsabilità". Ulteriore questione sollevata da mons. Mattiazzo, "la qualità umana del lavoro e degli ambienti di lavoro"; "il problema delle relazioni umane, che decide, in positivo o in negativo, l’umanizzazione del lavoro". Rammentando che "dimensione fondamentale e originaria" dell’uomo "è quella relazionale, vissuta nella libertà e nella verità", il presule nota che oggi "anche alcuni economisti parlano della necessità di ridare spazio alla dimensione e ai beni relazionali, in una società altalenante tra l’impostazione collettivista, che annulla la persona nella comunità, e quella liberista, che azzera la comunità nell’individualità". ” ” ” “