Come strategie di intervento sociale Mazzetti suggerisce, tra l’altro, "una accurata scelta e formazione del personale nei centri di accoglienza (possibilmente non in divisa perché i migranti sono stati spesso torturati da persone in divisa); luoghi di accoglienza che non ricordino le prigioni; procedure chiare, rapide e comprensibili per la concessione dell’asilo; accompagnamento del medico durante le audizioni in commissione; ricongiungimenti familiari agevolati". Anche se, "la medicina più potente per curare la psiche dei rifugiati – ha sottolineato sono senza dubbio le relazioni sociali". L’assistenza integrata a pazienti immigrati e psicotraumatizzati, ha concluso Mazzetti, "si è rivelata utile ed efficace, e consente di curare persone che fino a non molti anni fa sembravano incurabili. Inoltre può costituire un modello promettente di psichiatria sociale". Mons.Guerino Di Tora, direttore della Caritas di Roma, ha ricordato l’intenzione della Caritas di avere a Roma, oltre al Poliambulatorio di via Marsala, un luogo concreto per curare queste patologie: "Avevamo preso accordi con il precedente assessore per un locale in zona Tiburtina. Speriamo di poter riprendere questo discorso anche con la nuova amministrazione".” ” ” “