"È un libro diverso dai tanti sul terrorismo rosso, che consiglio di leggere a tutti e che, anzi, dovrebbe essere adottato nelle scuole. Perché apre domande interessanti, fornisce informazioni importanti su un periodo storico che manca ancora di una ricostruzione sistematica, l’unica che consentirebbe di ‘mettere a posto’ quegli anni". Così è intervenuta Agnese Moro, figlia del presidente Aldo Moro, sequestrato e ucciso dalle Brigate rosse, il 9 maggio 1978, per commentare il libro di Annachiara Valle "Parole opere e omissioni. La chiesa nell’Italia degli anni di piombo". "Mancava una lettura della prospettiva cattolica in quegli anni ha continuato Agnese Moro , e questo libro colma un vuoto rispettando la pluralità delle posizioni in ambito ecclesiale, tra chi sosteneva la linea della fermezza e chi quella trattativa", con "tante sfumature di sensibilità", anche tra gli stessi terroristi. Nella "terribile cultura" dei terroristi "colpisce ha detto la figlia di Aldo Moro la legittimazione della violenza come strumento estremo nella lotta per la giustizia, anche in certi ambienti cattolici". Moro "amava i giovani" e "rifiutava ogni estremismo ideologico e anche l’anarchia". (segue)