OSSERVATORE ROMANO: INDONESIA, "MODELLO DI DIALOGO INTERRELIGIOSO"

Perché l’Indonesia è spesso presentata come modello di dialogo interreligioso? "Prima di tutto perché la maggioranza dei musulmani che vivono nella nazione sono moderati". A parlarne, nell’edizione odierna dell’Osservatore Romano, è il vescovo presidente della Conferenza episcopale dell’Indonesia, Martinus Dogma Situmorang, intervistato da Alessandro Trentin. "I capi islamici – prosegue il presule – sono moderati in genere, aperti e non troppo legati al Medio Oriente, oppure all’islamismo di colore politico. L’islamismo in Indonesia è soprattutto cultura: la religione musulmana ha formato la cultura popolare in tantissime zone del Paese". Il dialogo interreligioso in Indonesia secondo il presule è, inoltre, "esemplare" perché "i musulmani, in genere, non fanno monopolio della vita sociale": "Ci sono sforzi assai seri e onesti in corso – spiega – per vivere da fratelli, con gli appartenenti a religioni e culture diverse". "Il dialogo certamente non è semplice – ammette il vescovo – e con capita sempre in tutti i luoghi e con la stessa profondità e la medesima fecondità". Quali sono i rischi del fondamentalismo per l’Indonesia? "Dipende dall’Islam se la nazione può e deve essere democratica, moderna e pluriforme", risponde il presule: "Il fondamentalismo qualsiasi, religioso o no, musulmano o no, è sempre una minaccia alla vita comune, perché è violento nel modo di pensare e di agire".” ” ” “