“La Bibbia finora è stata tradotta in 2454 lingue, integralmente in 438 lingue, solo il Nuovo Testamento in 1168 lingue, e i Vangeli più il salterio in 848 lingue: ci sono però ancora 4500 lingue nel mondo che attendono di poter avere una versione biblica per incontrare la Parola di Dio”: lo ha detto stamane in Vaticano, durante la conferenza stampa di presentazione di una ricerca sulla conoscenza della Bibbia, mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni e presidente della Federazione Biblica Cattolica. “Se si pensa che nel 2006 sono state stampate e diffuse 26 milioni di copie della Bibbia nel mondo, risulta che solo l’1-2 per cento dei cristiani vi hanno potuto accedere e quindi resta ancora un largo spazio da coprire, nel mondo cristiano e poi tra i non credenti per far conoscere la Bibbia”. Mons. Paglia, che è esperto anche di ecumenismo, ha sottolineato che “la Bibbia oggi costituisce un momento importante ed una assoluta priorità perché unisce tutti i cristiani delle diverse confessioni, nonostante le differenti interpretazioni che ci possono essere”.