"Il suo è stato un insegnamento saldo sorretto da una fede semplice e forte impartito senza ornamenti. Non ignorava le questioni controverse né era insensibile agli interrogativi del mondo moderno, ma li affrontava sempre a partire dal centro della fede": lo ha detto il padre gesuita Jean-Marie Faux il 22 aprile in occasione dei funerali di padre Jean Galot, teologo gesuita, celebrati in Belgio. La notizia è riportata in un servizio dedicato dall’Osservatore romano, in uscita stasera, al teologo, scomparso a 89 anni. Per padre Faux, "la caratteristica principale del teologo Jean Galot è certamente l’unità profonda in lui fra l’uomo di studio e d’insegnamento e l’uomo spirituale". Infatti, "accanto alla lista impressionante delle sue opere teologiche, si può stilare quella, ancora più impressionante, delle sue opere spirituali e dei suoi libretti di preghiere. Fra di esse vi è una profonda unità". "In Jean Galot, la spiegazione storica e concettuale dei trattati dogmatici ha continuato il religioso – era alimentata e vivificata dalla preghiera, dall’intimità vivente con Cristo, ed era a partire da questa stessa fonte che sapeva presentare, con chiarezza e semplicità, gli stessi misteri agli innumerevoli lettori che le sue opere spirituali hanno aiutato a vivere".