La presenza economica e politica della Cina in Africa "sta crescendo". Il governo di Pechino incoraggia le imprese del proprio paese, anche mediante finanziamenti, a investire in Africa; interi settori produttivi ed energetici di paesi africani sono sotto il controllo cinese e il grande Stato asiatico "potrebbe diventare il maggior partner commerciale dell’Africa già nel 2010". Per tali ragioni, l’Europarlamento rivolge un appello alle autorità cinesi "affinché rispettino i principi della democrazia, della buona governance e dei diritti dell’uomo nelle relazioni con l’Africa". La posizione dell’Assemblea è espressa nella relazione della deputata portoghese Ana Gomes, approvata a Strasburgo ad ampia maggioranza. La presenza economica cinese ha, secondo gli eurodeputati, "un impatto reale, anche politico", sui paesi africani. Il testo chiede a Pechino di non sostenere "regimi repressivi", di fornire aiuti "non vincolati per lo sviluppo sostenibile", di "migliorare la trasparenza e la gestione dei proventi energetici". Chiede inoltre di aprire il proprio mercato interno ai prodotti africani, specialmente agricoli e di fare in modo che "le esportazioni di prodotti cinesi in Africa non ostacolino lo sviluppo dell’industria africana".