C’è, secondo Gonzàlez Mederos, "un certo consenso nella necessità che i cambiamenti avvengano tramite un processo graduale di aggiustamenti e ristrutturazioni". Simili sono le aspettative in ambito internazionale, con molti Paesi, tra cui l’Unione europea, che "hanno preso molto sul serio le promesse di cambiamenti". L’articolista mette però in guardia contro il rischio di "defraudare le aspettative e la fiducia degli intellettuali, della Chiesa cattolica, della cittadinanza in generale e della comunità internazionale", perché "potrebbe avere conseguenze imprevedibili e indesiderabili per Cuba". Comunque, precisa più avanti, si tratta di un "cambiamento qualitativo", ossia si è passati da una "leadership che costruiva il consenso sulla base del carisma personale" ad una "leadership più istituzionale e collegiale". Nell’editoriale di apertura si invitano tutti i cubani ad una "partecipazione attiva e sicura al disegno del progetto di governo, ma anche all’esecuzione e al controllo dello stesso", superando tutti i soggettivismi e le diverse posizioni. Riguardo al contributo della Chiesa cattolica, potrà essere più consistente se potrà disporre di "maggiori spazi che facilitino la sua presenza accanto ai poveri, ai malati, ai detenuti" e trasmettere il "messaggio di amore e fiducia" tramite "i mezzi di comunicazione sociale, l’educazione e la cultura".” ” ” “