"I suoi gesti e le sue parole sottolinea mons. Amato hanno aiutato tanti a «varcare la soglia della speranza». Lo ha fatto anche attraverso la sua sofferenza. Era un continuo via vai di gente durante i lunghi giorni di malattia, prima della sua fine terrena, e per tutti aveva una parola o uno sguardo di benevolenza e di speranza. Appare luminosa la speranza soprattutto quando don Tonino, immaginando «i dolori dell’agonia» come «i travagli del parto», si rivolge a Maria e prega così: «Santa Maria, donna dell’ultima ora, disponici al grande viaggio»". L’editto per avviare la causa di beatificazione e canonizzazione è stato firmato dall’attuale vescovo della diocesi pugliese che fu retta da don Tonino Bello, mons. Luigi Martella, e pubblicato dal settimanale diocesano "Luce e Vita". Postulatore della causa sarà mons. Agostino Superbo, arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo e vicepresidente della Cei, che negli anni dell’episcopato di don Tonino fu rettore del Pontificio seminario regionale di Molfetta. Vicepostulatori sono Silvia Correale e lo stesso mons. Domenico Amato.” “