"La cultura della legalità è una cosa seria: vale per tutti e sempre. Sono necessarie politiche di integrazione, rispetto e di efficienza": commenta così don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, le polemiche sul tema della sicurezza e dell’immigrazione in seguito all’episodio di violenza sessuale avvenuto sabato scorso alla periferia di Roma. "Nel ballottaggio per il sindaco di Roma osserva questo crimine assume il valore simbolico della ‘sicurezza’ delle nostre città". L’episodio, a suo avviso, fa "emergere tre grandi ambiguità" con le quali "la nostra cultura (e la nostra politica) convivono tranquillamente". Don Albanesi ricorda che "nessun allarme" viene invece scatenato "per il 69% degli stupri che avvengono tra le mura domestiche" perché "farebbe scoprire la violenza dei maschi prima italiani e poi stranieri". La seconda ambiguità riguarda l’immigrazione clandestina, che "la nostra politica accetta tranquillamente quando è utile (badanti, lavoratori in edilizia, in agricoltura…) perché fa risparmiare e invoca leggi severe quando è delinquenziale". Infine, "l’incertezza della pena", che in Italia "non è stata inventata per stranieri ma per italiani", anche "eccellenti". "Il livello di rispetto della convivenza nel nostro Paese è basso conclude -: rafforzarlo significa diventare più coerenti, senza appelli roboanti e falsamente moralistici".