La situazione dell’Università oggi desta preoccupazione perché, essendo ormai superata la vecchia visione umanistica dell’Ottocento, "c’è ha evidenziato mons. Stenco – una forte influenza del mondo economico, produttivo e tecnologico, con forti pressioni e interessi anche sul sistema di ricerca. Perciò, il mantenimento dell’obiettivo della formazione della persona sulla base della sua responsabilità soggettiva, la resistenza contro forme di strumentalizzazione, l’idea che l’Università è preposta alla formazione di una ragione aperta sono le sfide a cui i docenti cattolici devono rispondere in prima fila, ma speriamo di trovare tanti alleati perché è in gioco il bene della persona e della società". Sui tanti problemi che affliggono oggi l’Università, primo tra tutti quello della riforma, per mons. Stenco, "sono necessarie, da parte dei docenti cattolici, una parola ed una convergenza, senza contrapposizioni, per il bene del Paese". Particolarmente delicata anche la questione "di come garantire l’eccellenza nell’Università di massa": "Va bene aprire l’Università a tutti ha sostenuto mons. Stenco – ma poi bisogna premiare i migliori per permettere loro di diventare eccellenti". Per un cammino comunitario all’Università, altra questione all’ordine del giorno nell’incontro napoletano, "alla rete di studenti cattolici già esistente si dovrebbe affiancare quella di docenti".