“I cittadini dovrebbero imparare a difendersi dall’attuale mondo dell’informazione. Il maggior peccato oggi è quello dell’omissione: ” “accadono molti fatti che non ricevono spazio sui media o ne ricevono” “pochissimo”: questa l’opinione di Paola Springhetti, che stasera ha presenato a Roma il suo libro “Solidarietà indifesa. L’informazione nel sociale”. “Oggi tenersi informati è un ‘lavoro’ difficilissimo – ha evidenziato la giornalista – perche il sistema informativo non aiuta. Non bisogna cercare solo l’informazione in cui ci si ritrova, ma anche quella che ci obbliga al confronto con chi ha idee diverse da noi”. Un “peccato” del volontariato, ha ammesso Springhetti, è “di non saper tante volte comunicare e di non rivolgersi sempre a professionalità del settore della comunicazione come fanno invece per costruire progetti”. “A me non preoccupa che ci siano alcune omissioni – ha sostenuto Giovanni Anversa, autore e conduttore di Racconti di vita di Rai 3 – ma che ci siano quotidianamente programmi di info-trattenimento, seguitissimi soprattutto dai ragazzi, che presentano una realtà semplificata, edulcorata, patinata, dove tutto diventa un grande cabaret”. Di fronte a trasmissioni del genere, “che sono quelle più diffuse nei nostri palinsesti”, “si sente la mancanza” “- ha denunciato Anversa – del servizio pubblico”.