"E’ triste, anche se privo di alcun effetto sulle legislazioni nazionali, che il Consiglio d’Europa, cedendo alla pressione delle lobby abortiste internazionali, abbia rinnegato se stesso": commenta così Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, a proposito della risoluzione votata a Strasburgo sul "diritto all’aborto". "Per ben quattro volte, dal 1982 al 1989, il Consiglio ha infatti ribadito nelle sue raccomandazioni il diritto alla vita del concepito fin dalla fecondazione, ora invece preferisce parlare di ‘diritto di abortire’". "In questo è leggibile l’ombra del materialismo pratico, parente stretto di quel materialismo teorico che aveva lacerato l’Europa prima della caduta del Muro di Berlino", aggiunge Casini. "Non dobbiamo e non vogliamo più scavare la trincea della resistenza per negare che l’aborto sia un diritto precisa -, ma dobbiamo e vogliamo animosamente proclamare il diritto alla vita di ogni essere umano come aspetto insostituibile della dignità umana". Per questo, conclude Casini "avvieremo presto insieme alle altre organizzazioni pro life del vecchio Continente iniziative perché venga applicata anche nelle Carte europee la cosiddetta ‘Moratoria sull’aborto’ chiedendo tenacemente che il diritto alla vita sia riconosciuto formalmente fin dal concepimento".” “