Benedetto XVI ha poi ringraziato vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi, genitori, insegnanti e catechisti. "La fedeltà e il coraggio, con cui la Chiesa in questo Paese riuscirà ad affrontare le sfide di una cultura secolarizzata e materialistica ha dichiarato – dipenderà in gran parte dalla vostra fedeltà personale nel trasmettere la fede cattolica. I giovani hanno bisogno di essere aiutati nel discernere la via di una sincera e generosa imitazione di Cristo". A riguardo, ha proseguito, "sono stati fatti progressi nello sviluppo di programmi solidi per la catechesi, ma molto di più rimane da fare. Le sfide che ci vengono incontro richiedono un’istruzione ampia e sana nella verità della fede e una ‘cultura’ intellettuale che sia genuinamente cattolica, preparata a portare la visione della fede a contatto con le questioni urgenti del futuro della società americana". Un ultimo saluto Benedetto XVI lo ha rivolto ai fedeli di lingua spagnola invitandoli a "non lasciarsi vincere dal pessimismo, l’inerzia o i problemi. La Chiesa negli Usa è andata crescendo grazie anche alla vitalità della fede dei fedeli di lingua spagnola. Per questo il Signore vi chiama a contribuire al futuro della Chiesa in questo Paese". Poco prima aveva ricordato anche "le ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e da quanti dall’Africa furono portati qui forzatamente come schiavi".