MIGRAZIONI: GERMANIA-ITALIA, "DA IMMIGRATI A CITTADINI"

"Il concetto di integrazione, se inteso in maniera scorretta o parziale, genera diffidenza sia tra la popolazione del posto che tra gli immigrati e impedisce di andare fruttuosamente avanti". Lo ha detto mons. Vittorio Nozza, direttore della Caritas Italiana intervenendo oggi alla presentazione del volume "Da immigrato a cittadino: esperienze in Germania e in Italia – Integrazione degli immigrati, delle loro famiglie e dei giovani", promosso dall’Ambasciata Tedesca in Italia, in collaborazione con la Caritas Italiana e la redazione del Dossier Statistico Immigrazione Caritas-Migrantes. Il Convegno, nell’anno europeo dell’intercultura, conclude un anno di studio sull’integrazione degli immigrati in Germania. Si attua, così, una sorta di staffetta tra la Germania, che è attualmente il più grande paese di immigrazione in Europa con 6,7 milioni di soggiornanti (ma più del doppio la popolazione di origine immigrata) e l’Italia che sembra chiamata nel futuro a rilevarne il posto in graduatoria. I redattori del volume sottolineano che alla presenza immigrata in Germania hanno contribuito molto gli italiani, con un flusso di 4 milioni di persone nel dopoguerra, dei quali sono rimasti circa 550.000 con la cittadinanza italiana e altri 140.000 che hanno acquisito la cittadinanza del posto. (segue)