"Il problema non è quello di avere maggiore o minore sicurezza, ma che la percezione dell’insicurezza supera il dato reale. E questo sistema dei media contribuisce a potenziarla, magari senza neppure andare sul posto quando si verifica un episodio di cronaca nera, e senza compiere i dovuti approfondimenti". Così riflette Francesco Jori, giornalista con oltre 40 anni di carriera trascorsi nei quotidiani del Veneto, parlando al Sir a margine del convegno "Un allarme al giorno: è la stampa, bellezza! Sicurezza, territorio, informazione", in corso a Padova per iniziativa della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc). Jori supporta la sua tesi facendo riferimento a un sondaggio secondo il quale "nell’alta padovana, in 5 anni la popolazione è aumentata del 10 %, e tra i nuovi residenti il 70% sono stranieri". "Secondo l’equazione «straniero uguale a malvivente», la criminalità sarebbe dovuta dilagare prosegue , mentre in realtà i reati sono addirittura diminuiti. A crescere, però, la percezione d’insicurezza". Jori evidenzia come il senso d’insicurezza cavalcato dai media riguardi anche il futuro. "C’è un allarmismo che rischia di portare a una deriva". I giornalisti, da parte loro, "stanno sempre più prendendo coscienza di ciò: bisogna però conclude passare a iniziative concrete, che coinvolgano l’intera categoria".