"Davanti alle bare di Ciccio e Tore è facile dire: ‘Siamo tutti responsabili’ " ha osservato ancora nell’omelia per i funerali dei fratellini mons. Paciello; ciò che occorre è "ripetercelo e non dimenticarlo dopo questo momento, quando saremo chiamati da una presa di coscienza personale e comunitaria, a creare tutte le condizioni possibili perché siano evitati certi epiloghi tragici, per offrire disponibilità, impegno, mezzi, per promuovere luoghi di incontro, occasioni di aggregazione". Di qui l’appello "a tutte le Istituzioni, le agenzie educative, le comunità parrocchiali a prendere atto delle rispettive responsabilità in ordine alla tutela e alla cura dei minori"; ai papà e alle mamme a dare "il loro tempo libero ai figli" seguendo "da vicino le loro esperienze e il loro cammino di fede"; agli amministratori locali a sfoltire "gli iter burocratici per la realizzazione di progetti per la gioventù". "Non basta piangere i morti, se sul piano amministrativo, etico, culturale, economico, non si fa nulla perché certi eventi drammatici e luttuosi non si verifichino. Non è uno spreco ha concluso il presule -, né una spesa secondaria per una comunità civile, favorire la realizzazione e l’uso di strutture sportive, luoghi di aggregazione, spazi attrezzati e custoditi per attività ludiche, ginniche, artistiche, culturali, educative".