"Il fatto che l’Ue sia il principale donatore mondiale per gli aiuti umanitari e lo sviluppo, nasconde un’altra realtà. Ossia che gli altri paesi e organizzazioni internazionali donano troppo poco": Louis Michel commissario al settore, rilegge sotto un’altra ottica i dati recentemente resi noti dall’Ocse. Quindi torna ai dati comunitari: "Con la comunicazione presentata oggi la Commissione chiede anzitutto agli Stati membri di confermare gli impegni assunti nel 2005", ossia investire negli aiuti lo 0,56% del Pil entro il 2010 e lo 0,70% nel 2015. Per questo "è necessario che ciascun paese definisca una tabella di marcia. Una dozzina di Stati lo hanno già fatto, gli altri non ancora. Inoltre bisognerà rendere gli aiuti più efficaci, anche in cooperazione con i paesi riceventi". L’Ue prevede poi una migliore "divisione del lavoro. Occorre cioè definire insieme a quali paesi vanno gli aiuti di ciascuno Stato membro e per quale settore": riduzione della fame, istruzione, agricoltura… "Questo per non lasciare paesi poveri orfani e senza aiuti e per non trascurare settori importanti per lo sviluppo". L’Ue si propone infine di controllare "meglio le spese effettuate" e di favorire lo sviluppo economico "di queste nazioni, che è il modo migliore per contrastare la povertà".