La visita del Papa all’Onu avviene nell’anno del 60° anniversario della Dichiarazione dei diritti dell’uomo. "La Santa Sede spiega mons. Migliore – tiene in grande considerazione questo testo. Nel processo di redazione, le maggiori tradizioni filosofiche, morali e religiose si sono messe insieme nel riconoscere l’uguale dignità degli esseri umani e nell’individuare diritti così fondamentali che non si possono né negoziare né negare ad alcuno in nessuna parte del mondo. Purtroppo oggi si constata che non c’è uno solo di questi diritti che vada esente da violazioni o negligenze in ogni dove. E ciò è dovuto alla persistente convinzione che sono gli Stati e i Governi a concedere i diritti e a determinarne i contenuti e l’estensione, piuttosto che riconoscere che essi sono iscritti nella natura umana". Quale contributo potrà portare questa visita negli attuali scenari mondiali? "Una caratteristica propria del pensiero e dell’azione di papa Benedetto sulla scena internazionale afferma l’arcivescovo – è aver affinato il tono e accelerato il ritmo dell’incontro e del dialogo fra persone e popoli di diversa estrazione culturale e religiosa. Egli rifugge dalle cortesie accademiche per porre le domande rilevanti per la coesistenza degli individui e dei popoli: l’uguale dignità di ogni persona umana, il senso comune dei diritti dell’uomo, della democrazia, delle libertà, in particolare della libertà di religione".