BENEDETTO XVI: UDIENZA, NO ALL'”AUTOREALIZZAZIONE", SÌ ALLA "SINCERA RICERCA DI DIO" (2)

"In questo modo l’uomo diventa sempre più conforme a Cristo e raggiunge la vera autorealizzazione come creatura ad immagine e somiglianza di Dio", ha puntualizzato Benedetto XVI, che ha citato in particolare i tre anni vissuti da eremita completamente solo in una grotta, dal Medioevo in Poi divenuta il "cuore" del monastero benedettino del "Sacro Speco". "Il periodo di Subiaco – ha sottolineato il Papa – fu per Benedetto un periodo di maturazione", dove "doveva sopportare le tre tentazioni fondamentali di ogni essere umano: la tentazione dell’autoaffermazione e del desiderio di porsi al centro, la tentazione della sensualità e, infine, la tentazione dell’ira e della vendetta". San Benedetto era convinto, infatti, che "solo dopo aver vinto queste tentazioni, egli avrebbe potuto dire agli altri una parola utile per le loro situazioni di bisogno". "La sua anima, ormai pacificata – le parole del Pontefice – era in grado di controllare pienamente le pulsioni dell’io, e di diffondere pace intorno a sé. Solo allora decise di fondare i primi suoi monasteri". Nella prima parte della catechesi odierna, menzionando i miracoli compiuti dal Santo e narrati da san Gregorio Magno, il Papa ha commentato, a braccio, che essi dimostrano come "Dio non è un’ipotesi lontana dell’origine del mondo, ma una presenza nella vita dell’uomo che si apre a lui".