SENZA DIMORA: BOLOGNA, LA LORO VIA DEDICATA AL CLOCHARD UCCISO PERCHE’ VIVEVA IN STRADA

Dare ai senza fissa dimora bolognesi una residenza in "via Mariano Tuccella", anziché, come è oggi, in "via Senzatetto". È quanto ha deliberato ieri all’unanimità il consiglio comunale di Bologna, invitando la giunta a intraprendere le necessarie procedure. Mariano Tuccella era un clochard bolognese morto la scorsa settimana, a 49 anni, vittima dei calci e dei pugni con cui tre ragazzi, di cui uno minorenne, avevano infierito su di lui lo scorso settembre, mentre dormiva in strada. Una via fittizia, spiega Antonio Mumolo, socio fondatore dell’associazione bolognese "Amici di Piazza Grande" e presidente degli "Avvocati di strada", "è molto importante, perché permette alle persone di riavere una residenza anagrafica, e quindi di poter tornare a godere di molti diritti fondamentali, di potersi curare, di poter lavorare, di poter ricevere una pensione". Tale strada esiste in molte città italiane, e in alcuni casi ha nomi significativi, come via Libero Leandro Lastrucci a Firenze, dedicata a colui che fu per oltre vent’anni direttore dell’albergo popolare, o via Modesta Valenti a Roma, che ricorda una donna senzatetto morta nel 1982 alla stazione Termini. E tra qualche mese anche Bologna potrà dedicare questa strada a un senza dimora, ha ricordato il Consiglio comunale, colpito a morte "da parte di tre ragazzi per il solo fatto di vivere in strada".