"La lotta contro la povertà, "la dimensione ambientale" e ciò "che si potrebbe chiamare la ricerca della felicità": queste, ad avviso del direttore di "Civiltà cattolica" padre Gianpaolo Salvini, intervenuto oggi a Padova al convegno sui 40 anni dalla "Populorum Progressio", le "tre dimensioni" che occorre "combinare", per "poter parlare di sviluppo autentico e soddisfacente". "Rileggendo" l’enciclica, l’economista Simona Beretta ha affermato che essa "ha anticipato questioni scottanti come le regole del commercio internazionale, la sostenibilità del debito estero, l’aiuto pubblico allo sviluppo, la necessità di programmi concertati e di un fondo mondiale". Per Beretta "rimangono invece da esplorare" alcuni "messaggi forti quali lo sviluppo come libertà e come dovere", e "la questione del nesso fra verità e sviluppo". Con riferimento all’identità dei popoli, Adel Jabbar, sociologo dell’Università di Torino, ha osservato che "per creare le condizioni di una nuova coesione sociale non si può prescindere da una lettura" dei "flussi che attraversano i territori intrecciando ambiti culturali e mettendo in atto pratiche di connessioni". Per Jabbar "l’esperienza migratoria potrebbe diventare uno spazio di confronto tra soggettività di alloctoni e autoctoni interessati a produrre una memoria comune", primo passo verso "la coesione sociale".