L’Europa delle micro imprese: è l’immagine che emerge da un rapporto Eurostat presentato oggi a Bruxelles. Nell’era della globalizzazione e delle multinazionali, l’Ufficio statistico della Commissione Ue registra una situazione "frammentata" nei paesi membri. "La quasi totalità delle imprese" attive in Europa nel 2005 (ultimo dato disponibile) sono "micro, piccole o medie aziende". Le prime, fino a 9 dipendenti, sono il 92% del totale (la ricerca riguarda tutte le imprese, salvo quelle del settore agricolo, le pubbliche e del settore finanziario) e danno lavoro a 38 milioni di persone, ossia il 30% della manodopera Ue. Esse generano 1.100 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 21% del totale. Le micro imprese caratterizzano in particolare i sistemi produttivi di Grecia, Italia, Portogallo, Cipro; sono meno diffuse in Germania, Danimarca, Romania. "L’importanza relativa delle micro, delle piccole (da 10 a 49 dipendenti) e delle medie imprese (fino a 249 addetti) in termini di impiego e di creazione di ricchezza "è inferiore al loro peso nel numero di aziende", spiega il rapporto Eurostat. Le grandi aziende, infatti, che nell’Ue sono 40mila (0,2% delle imprese), "assicurano il 33% di occupazione e generano il 42% di valore aggiunto complessivo".