Per Moro "l’annuncio di imminenti nuove proposte commerciali durante le trattative" è un’"anormalità" che "suscita perplessità". "Da una parte tali annunci hanno aumentato la volatilità del titolo, dando maggiori opportunità alle speculazioni; dall’altra è indubbio che abbiano indebolito le trattative, favorendo tra l’altro ipotetici futuri acquirenti alternativi". Ma, prosegue, "sull’esistenza di un imprenditore italiano candidato a gestire l’operazione vi sono molti dubbi: se ci fosse realmente, questa volontà sarebbe già emersa". Legato, in questi giorni, al destino di Alitalia vi è quello di Malpensa, verso il quale il giudizio dell’economista è netto. "Malpensa osserva . è privo dei collegamenti necessari con le altre reti viarie per essere un hub intercontinentale. Inoltre i Paesi europei hanno un unico hub intercontinentale, a cui gli altri aeroporti sono collegati con voli navetta; a maggior ragione l’Italia, con una minore tradizione di mobilità internazionale rispetto ad altre nazioni, non ha motivo di averne due". "La scelta di Malpensa conclude non è stata accompagnata a suo tempo dagli investimenti necessari, e ora è divenuta insostenibile economicamente e industrialmente".