Cina, Russia e Iran: sono i tre paesi sui quali maggiormente si concentra il Rapporto annuale sui diritti dell’uomo nel mondo, approvato dalla commissione affari esteri dell’Europarlamento, che passerà al vaglio dell’emiciclo nel corso della seduta dell’8 maggio. Numerose le violazioni denunciate dal documento, il quale tra l’altro afferma "che la situazione dei diritti umani in Cina non è affatto migliorata" nonostante l’avvicinarsi dei Giochi olimpici. Inoltre alla Cina si imputa "il maggior numero di esecuzioni capitali del mondo". Dell’Iran si ricorda "il ricorso accresciuto alla pena di morte" e l’arresto di migliaia di donne e uomini "sotto il pretesto di comportamenti immorali". Per quanto riguarda la Russia preoccupa invece la situazione cecena. Il testo sottolinea poi "le persecuzioni e gli arresti di giornalisti e difensori dei diritti umani" e rammenta le reticenze a invitare osservatori internazionali durante le recenti elezioni. Pena di morte nel mondo, diritti delle donne e diritti dei bambini costituiscono altrettanti e delicati capitoli del Rapporto, che plaude invece alla moratoria sulla pena capitale decisa dall’Onu, benché i deputati aspirino a una "abolizione universale".