La seconda è una "crisi culturale, morale, spirituale", che "produce una proliferazione del concetto di famiglia" alla fine dannosa per l’intera società. Anche la democrazia, come il liberalismo l’analisi di Pera è stata "investita dal relativismo", e da "sovranità, decisione di popolo, esercizio competente di volontà di parlamenti" si è trasformata in "una cieca procedura di voto e in un esercizio di pressione sociale". All’origine di questa crisi c’è il fatto che "non c’è più il senso del peccato, cioè del limite, dell’invalicabile, del non negoziabile, oppure che a fissare tale limite, un tempo di pertinenza della coscienza individuale informata dalla religione, dalla Chiesa, falla famiglia, dalla scuola, oggi sia un organo burocratico, per di più considerato neutro, come la magistratura". E’ la magistratura ha osservato, infatti, Pera "che ha introdotto il diritto di aborto negli Stati Uniti che garantisce l’eutanasia in Olanda, che autorizza le forme di matrimonio omosessuale dappertutto. E’ la magistratura che sempre più fissa ciò che è moralmente lecito: ogni minoranza, qualunque cosa chieda, purché abbia un’organizzazione potente e un opportuno sostegno dei media, trova un magistrato che dia soddisfazione alle proprie richieste".