Concorrendo "alla formazione dell’uomo e del cittadino", la scuola, "sia statale sia paritaria, è un bene di tutti", ma "ha bisogno di autonomia, di valori certi e di una pluralità di voci". In questo orizzonte, occorre "dare piena attuazione alla parità", mentre "il sistema della formazione professionale deve acquistare una dignità sua propria" perché "è il luogo dove i giovani si possano realizzare come persone competenti e qualificate ad entrare nel mondo lavorativo nazionale e europeo". E’ quanto chiedono ai futuri parlamentari Fidae, Fism, Agesc, Age, Forma, Cdo, Uciim, Aimc (associazioni cattoliche che fanno parte della Commissione scuola, educazione, università della Conferenza episcopale triveneta – Cet). In una "lettera aperta" presentata questa mattina a Zelarino (Venezia), presso il Centro pastorale card. Urbani, le citate associazioni chiedono anche, più in generale, di rendere "l’iscrizione alla scuola secondaria superiore" il più conforme possibile "a ciò che è dichiarato nell’orientamento rilasciato alla fine del I ciclo"; di semplificare "le numerosissime attività inter/para/extra scolastiche"; di abbandonare "l’istituto dei debiti scolastici a favore del ripristino di un secondo appello"; di programmare con chiarezza "gli interventi per la formazione dei docenti". (segue)