"Noi crediamo che la nozione di ‘tolleranza’, utilizzata ampiamente a proposito del dialogo interreligioso, non abbia più un grande senso: bisogna passare dalla tolleranza alla stima reciproca, e, se il Signore ci farà la grazia, all’ammirazione": lo ha detto questa mattina il card. Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, intervenendo con un’ampia relazione sul tema "Una testimonianza sulle relazioni tra cristiani e musulmani a Lione", all’interno della seconda giornata di lavori del "Congresso Apostolico Mondiale della Misericordia" in corso alla basilica di S. Giovanni in Laterano a Roma. Barbarin ha esordito ricordando che "la misericordia è uno dei temi maggiori nel nostro dialogo con le altre religioni, in particolare col giudaismo e l’islam". Circa gli ebrei ha osservato che "sanno di essere stati scelti da Dio (..) come servitori della sua misericordia tra tutte le nazioni". "Presso i musulmani ha poi aggiunto è facile osservare che tra i novantanove nomi divini, i più utilizzati sono giustamente ‘Il Grande Misericordioso’ e ‘Il Tutto Misericordioso’". Ha poi riferito dell’esperienza di amicizia che è andata crescendo nel corso del tempo con il presidente del Consiglio regionale del culto musulmano, Azzedine Gaci. (segue)