GIOVANNI PAOLO II: SAKO (KIRKUK), "UOMO DEL DIALOGO, AMICO DEI MUSULMANI"

"Un pastore, un uomo del dialogo, un amico dei musulmani". Sintetizza così, mons. Louis Sako, vescovo caldeo di Kirkuk, "la figura di Giovanni Paolo II". "Conobbi il Pontefice durante i miei studi a Roma – ricorda al Sir il presule – ero al Gianicolo a studiare quando seppi della notizia dell’attentato portato da Ali Agca. Quando terminai i corsi, nel 1983, gli presentai la mia tesi nel corso di un’udienza. In quell’occasione mi chiese: ‘cosa farà adesso?’ io risposi ‘il soldato, Santità, perché Saddam Hussein sta facendo guerra all’Iran’. E lui, accompagnando con la mano, ripeté due volte ‘Saddam Hussein, Saddam Hussein’ per poi aggiungere ‘no, non farà il soldato’. E così fu. Non feci il militare come tutti i giovani iracheni ma il professore e rettore del seminario". Mons. Sako racconta, poi, di quando nel 2000 "Giovanni Paolo II avrebbe dovuto visitare Ur dei Caldei (oggi Tal al Muqayyar, nel Sud dell’ Iraq). "Per quel pellegrinaggio fui incaricato di preparare la liturgia e l’incontro con il clero. Ma Saddam Hussein non accettò la visita del Papa. Fu uno shock". "Giovanni Paolo II – conclude – era un pastore, un uomo del dialogo, un amico dei musulmani. Un leader musulmano di Kirkuk lo ha definito ‘un profeta vero’. Oggi gli iracheni lo ricordano anche perché hanno apprezzato la sua posizione durante l’embargo e la guerra".” ” ” “