Società civile e comunità religiose sono in prima fila nella lotta contro la droga in Europa. Lo riconosce una relazione del Parlamento Ue che passerà all’esame dell’aula durante la sessione plenaria del 9 e 10 aprile. Il testo intende sollecitare campagne di informazione sui rischi per la salute avvalendosi di uno stretto partenariato con i media e chiede più fondi pubblici per le associazioni attive nel settore. La relazione sostiene inoltre la necessità di "vagliare le potenzialità della riconversione delle colture per usi terapeutici". La relazione in particolare "riconosce il ruolo fondamentale che la società civile svolge" a sostegno dello sviluppo e del monitoraggio delle politiche in materia di droga e ne sottolinea il "valore aggiunto rappresentato dalla sua esperienza sul campo". Riconosce inoltre che "le chiese e le comunità religiose hanno svolto un ruolo molto attivo nella lotta contro la droga e che, pertanto, la loro esperienza dovrebbe essere tenuta presente" nella stesura e attuazione delle politiche in tale ambito. Il testo invita gli Stati membri a condurre campagne d’informazione che spieghino, fra l’altro, "i rischi e i danni alla salute fisica e mentale causati dall’uso di droga, soprattutto nelle ragazze, le gestanti o le donne in allattamento e i bambini.” ” ” “