Sembrano vere pagine di pubblicità, ma sono “taroccate”. Solax, “vivere d’aria”, è la scarpa che respira davvero, la scelta di chi ama “camminare al verde”. Homeless supplice, è la colazione che mantiene “l’equilibrio giusto tra fame e stenti”. Le Acli lanciano sulla loro rivista la “Pubblicità regresso”, una campagna di comunicazione sociale che prende spunto dagli stereotipi della pubblicità e li riadatta ad un tema sociale, con l’obiettivo di "sensibilizzare il pubblico su temi importanti come la povertà, il disagio sociale, la diversità". Realizzata in collaborazione con la redazione dell’agenzia Scrittura.org, ogni mese si legge in una nota – una pagina di “Pubblicità regresso” comparirà su “Aesse” (Azione sociale), la storica rivista delle Acli rinnovata dall’inizio dell’anno nella grafica e nei contenuti. "L’idea – spiega il direttore di Aesse, Lanfranco Norcini Pala – è quella di realizzare una pagina che sembri a tutti gli effetti una pagina pubblicitaria: una pagina per il lettore attento, da scoprire nascosta sotto una apparenza di normalità ma sottilmente cinica". Tutto ciò, però, "evitando ogni accenno moralistico e utilizzando in maniera ‘spinta’ il linguaggio commerciale: parliamo, allora, di ‘prodotti’ immateriali (la fame, l’usura, la prostituzione) che vogliamo ‘vendere’ al cervello del consumatore, come spunto di riflessione e sensibilizzazione".