"Ancora una volta, per la regolamentazione della fertilità, si sceglie la via breve della contraccezione e, per alcuni prodotti, della contragestazione, dimenticando che c’è un’educazione della persona alla sessualità che passa anche attraverso la conoscenza dei metodi naturali". Così don Luigi Renna, docente di teologia morale alla Facoltà teologia pugliese, commenta la disposizione della giunta pugliese di distribuire gratuitamente, nei consultori familiari, quattro contraccettivi ormonali: gli estro-progestinici orali a basso dosaggio, l’anello vaginale, contraccettivi orali a base di soli progestinici, contraccettivi ormonali per via transdermica. Ad usufruirne gratuitamente, donne con basso reddito, con esenzione ticket, giovani, neo e non comunitarie e donne che hanno appena partorito. "Il messaggio che si dà con questa distribuzione gratuita, è quello di una maniera di vivere la sessualità che ricorre al contraccettivo". Per don Renna "si sottace anche l’effetto che alcuni contraccettivi cosiddetti d’emergenza impediscono l’impianto nell’utero dell’embrione, e quindi sono da considerarsi abortivi". "Possiamo dire conclude – che la soluzione adottata per i Consultori familiari pugliesi è riduttiva, rincorre le emergenze e sminuisce un’opera educativa che dovrebbe stare a cuore a chi tutela il bene comune".