Una "bella notizia", un "segnale interessante" della volontà crescente di "addomesticare" i media, in una società in cui la loro influenza diviene sempre più pervasiva. Fausto Colombo, direttore dell’Osservatorio sulla comunicazione dell’Università Cattolica, definisce in questi termini al Sir quelli che sono state spiritosamente definiti i "topless meetings": riunioni aziendali, targate Silicon Valley (la capitale californiana della tecnologia informatica), in cui vige l’obbligo di presentarsi, mediaticamente parlando, "nudi", cioè senza pc, telefonino, blackberry, hi-phone, per "tornare a parlare guardando la gente negli occhi", come riferiscono i giornali di oggi. "Lo sviluppo delle nuove tecnologie spiega l’esperto ha portato alla ‘netickette’, cioè ad un insieme di regole per quanto concerne l’uso della comunicazione on line: rimane però il problema del galateo in generale, perché le tecnologie non sono esclusiva, ma sempre più invadenti nella nostra quotidianità". Di qui l’interesse di proposte come quella statunitense, che "nasce certo da problemi di efficienza, per cui la troppa esposizione simultanea ai media in realtà fa sì che non si presti attenzione a niente", ma più a fondo "pone il problema di quanto sappiamo costruirci comportamenti che portino ad un ‘modellamento’ delle tecnologie sulla nostra vita". (segue)