"Che sia la società stessa a proporre la validità di certe scelte mi avvilisce e mi sconcerta. Mi resta la preghiera al Signore, perché sostenga la fatica dei parenti ed illumini coloro che hanno responsabilità nel prendere decisioni così drammatiche. In Friuli prevalga sempre la cultura della vita". È quanto afferma mons. Pietro Brollo, arcivescovo di Udine, in un intervento al settimanale diocesano ("La Vita Cattolica", www.lavitacattolica.it) sul caso di Eluana Englaro. Questa mattina Claudio Riccobon, amministratore delegato della "Casa di cura Città di Udine", ha annunciato che "Eluana arriverà presto a Udine, non appena i legali che la tutelano dimostreranno che l’incursione del ministro Sacconi non intacca la validità del decreto, che invece autorizza il protocollo assistenziale di distacco dall’alimentazione artificiale". In questi giorni, dice mons. Brollo, "l’attenzione della gente si focalizza sul grande tema del vivere e del morire, dei diritti e dei doveri, della solidarietà o dell’abbandono come atteggiamento di civiltà o di barbarie. Situazioni di sofferenza e di dolore si alternano a slanci di generosità e di pietosa dedizione sempre rapportati alla considerazione della dignità della persona umana. Accanimento terapeutico o doverosa assistenza alla persona debole e bisognosa di aiuto? Vita artificiale o pietosa solidarietà?". (segue)