DIRITTI UMANI: AMNESTY, 334 VITTIME DELLE PISTOLE ELETTRICHE NEGLI USA, "ARMI LETALI"

Negli Usa, dal 2001 ad oggi, 334 persone sono morte dopo essere state colpite dalle pistole elettriche "taser" comunemente usate dalle forze dell’ordine negli Usa. Lo denuncia oggi un rapporto Amnesty international, che chiede ai governi "di sospendere l’uso delle pistole taser o almeno di limitarlo alle situazioni di effettiva minaccia alla vita". "Le taser non sono armi non letali, come vengono invece descritte – ha dichiarato Angela Wright, ricercatrice di Amnesty e autrice del rapporto -. Possono uccidere e dovrebbero essere usate solo come ultima risorsa. Il problema è che si prestano intrinsecamente all’abuso. Possono infliggere un dolore acuto solo premendo un pulsante, senza lasciare segni visibili". La ricerca, basata anche su 98 autopsie, ha verificato che nel 90% dei casi le persone morte dopo essere state colpite con una taser erano disarmate e spesso non costituivano una seria minaccia. Molte di esse (tra cui donne incinte, una bambina con difficoltà di apprendimento e una persona affetta da demenza senile) sono state colpite ben oltre il "ciclo-standard" di cinque secondi, e da più poliziotti. Talvolta per non aver eseguito un ordine, dopo che erano state già stordite da un primo colpo. "Medici e magistrati – si legge nel rapporto – sono giunti alla conclusione che nel 50% dei 334 casi le taser abbiano causato direttamente o contribuito a causare la morte".