"La negazione dei diritti umani non è un fenomeno lontano, ma un fatto presente nelle democrazie occidentali", che "hanno sacrificato alle logiche politiche alcuni diritti inviolabili sanciti nella dichiarazione universale del 1948". Lo ha detto Janne Matlary, ordinario di scienze politiche all’Università di Oslo, già membro del governo norvegese e attualmente componente della Pontificia Commissione Giustizia e Pace, intervenendo oggi a Roma al convegno "Women and human rights", promosso dalla Pontificia Università Angelicum. "Il diritto della madre e del figlio alla protezione sociale ha spiegatola relatrice non hanno trovato adeguato riscontro neanche nei Paesi più evoluti dell’Occidente, poiché sono proprio madri e figli a vivere spesso situazioni di abbandono ed emarginazione. Analogamente, il diritto dei bambini a conoscere i propri genitori e ad essere cresciuti da loro sancito in particolare dalla Carta dei diritti del bambino è oggi negato dalle pratiche di fecondazione eterologa". Discorso analogo per "il fondamentale diritto alla vita"; che secondo Matlary "viene affermato sulla carta ma negato con la pratica dell’aborto, legalizzata in molti Paesi come frutto di compromessi politici". (segue)