ABRUZZO

Un pensiero condiviso

Compie sei mesi lo Statuto regionale

Lo scorso gennaio è entrato in vigore il nuovo Statuto della Regione Abruzzo, promulgato dal presidente regionale, Ottaviano Del Turco, il 28 dicembre 2006. Numerosi i valori richiamati da “Le disposizioni di principio” del Titolo I: dalla affermazione dell’autonomia abruzzese nell’unità della Repubblica al richiamo alla Resistenza e alla Liberazione; dallo sviluppo delle autonomie locali secondo i principi di sussidiarietà e leale collaborazione al riconoscimento dei valori delle radici cristiane. Per quanto riguarda la forma di governo regionale, il nuovo Statuto adotta il modello dell’elezione diretta del presidente regionale e dell’automatico scioglimento del Consiglio regionale che voti la sfiducia nei suoi confronti.Una promessa di vitalità. “L’arricchimento contenutistico dello Statuto nelle disposizioni di principio – afferma Eduardo Gianfrancesco, docente straordinario di Diritto costituzionale presso l’Università di Teramo – testimonia una promessa di vitalità dell’istituzione regionale: l’impegno dell’Ente-Regione a farsi interprete e garante di un’ampia pluralità di valori che caratterizzano la comunità regionale”. Secondo Gianfrancesco, “grava sulla classe politica regionale l’onere di non disperdere le potenzialità insite in questo atto e nella promessa che ne è alla base”. “Le radici antiche – sottolinea Attilio Danese, docente all’Università di Chieti e direttore del Centro ricerche personaliste oltre che della rivista Prospettiva Persona – connotano la modernità e il futuro di questa Regione. Riconoscere le radici cristiane ricorda l’espressione di Silone: Il profilo spirituale dell’Abruzzo è stato modellato dal cristianesimo: l’Abruzzo è stato, attraverso i secoli, una creazione di Santi e lavoratori. Dopo averne capito le montagne, che sono il corpo, per scoprire l’interna struttura morale dell’Abruzzo bisogna dunque conoscerne i santi e la povera gente”. “La persona umana al centro e al fondamento di uno statuto regionale – aggiunge Danese – caratterizza un pensiero condiviso che si prende cura della persona nella sua situazione. Il rispetto della dignità umana prima di ogni cosa e la declinazione dei valori collegati, sono la chiara espressione di volontà politica che affonda giustamente le radici nei trascorsi della Resistenza e della successiva Liberazione”.Il dialogo tra le parti politiche. “ Il nuovo Statuto del 2006 – afferma Gianfrancesco a proposito dei profili di funzionamento degli organi statutari – si inserisce in una fase del sistema politico-rappresentativo italiano che ha chiarito la distinzione di ruoli tra maggioranza ed opposizione con la consapevolezza che entrambi i ruoli sono da considerare istituzionali e da tutelare per la funzionalità delle istituzioni rappresentative”.Lo Statuto contiene “spunti interessanti per ciò che concerne l’organizzazione del Consiglio regionale (sede nella quale maggioranza ed opposizione vengono quotidianamente a confrontarsi), ma manca il loro sviluppo: si tratta del rinvio alle norme del Regolamento del Consiglio per la disciplina delle attività del Consiglio nel rispetto dei diritti dell’opposizione (Regolamento che però è approvato a maggioranza assoluta a partire dalla terza votazione; maggioranza inidonea a garantire l’opposizione contro modificazioni strumentali del Regolamento stesso); del criterio di composizione bipartisan delle Giunte consiliari; della previsione della istituzione di commissioni di inchiesta presiedute da un esponente dell’opposizione; della interessante istituzione di una commissione di vigilanza sulla realizzazione del programma e sull’attività dell’esecutivo, presieduta da un esponente dell’opposizione”. Secondo Gianfrancesco, “la vera innovazione nello strumentario garantista è senza dubbio rappresentato, in Abruzzo come in molte altre Regioni, dalla previsione di un organo consultivo, sganciato dall’appartenenza politica dei suoi membri e chiamato ad esprimersi sul rispetto dello statuto in tutta una serie di attività: il Collegio regionale per le garanzie statutarie”. Per la famiglia. “ L’aver posto la famiglia come luogo di promozione sociale di sviluppo e tutela della persona – afferma Danese – e aver previsto che la Regione contribuisca con adeguate misure alla tutela della maternità e dell’infanzia, promuova interventi per il dialogo tra generazioni e per la crescita morale delle nuove generazioni, tuteli gli anziani, i disabili e tutti i cittadini a rischio di esclusione sociale, garantisce il sistema della sussidiarietà orizzontale che tocca non solo i diritti delle persone, ma anche la validità dei diritti delle famiglie”. Infatti, “l’attuazione dello Stato in senso federale non può basarsi esclusivamente sulla ridefinizione dei ruoli e compiti istituzionali, ma deve cogliere anche i processi di trasformazione in atto da tempo nella società. Occorre pertanto prestare attenzione e riconoscere il ruolo svolto dalle formazioni sociali a partire dalla famiglia. Solo enunciazioni? Dipenderà – conclude Danese – dalla capacità delle associazioni e delle popolazioni di tenere alta la vigilanza”.a cura di Chiara Santomiero(06 luglio 2007)