"Quando un povero muore è una sconfitta di tutti; e anche la Chiesa si sente chiamata in causa, non solo perché essa stessa diventa più povera, ma per il fatto che le mani della sua solidarietà non sono state così pronte come il suo cuore, dove gli ultimi e gli emarginati hanno il loro posto privilegiato". È il pensiero dell’arcivescovo di Napoli, card. Crescenzio Sepe, su un barbone ritrovato morto alla stazione di Napoli, due giorni fa. "Nel clima e nell’attesa del Natale di Nostro Signore dichiara il porporato – la morte di questo nostro fratello invita tutta la Chiesa di Napoli ad una preghiera più intensa e a un impegno ancora più concreto in favore di chi si trova in condizioni di bisogno". "Questo nostro fratello, almeno in morte, merita un’attenzione tutta propria aggiunge -. È lui oggi il protagonista e, oserei dire, il nostro maestro di vita. Colui che, in questo tempo di attesa verso il Natale, viene drammaticamente a richiamare il senso concreto e autenticamente umano e cristiano del vivere e del morire, dal momento che il dato che pone sul terreno è la nostra capacità di essere a fianco dei nostri fratelli, di andare incontro alle povertà palesi e nascoste. Di riuscire, insomma, a costruire una comunità solidale, ben sapendo che in questa prospettiva trova un suo spazio naturale anche un impegno civico e sociale di più ampio respiro".” ” ” “