ABRUZZO

Camminare insieme

Il progetto a favore di disabili e anziani soli

A seguito dell’evento sismico del 6 aprile 2009, la Giunta regionale nella seduta del 21 dicembre 2009 aveva approvato, con deliberazione n. 770, il progetto denominato “Camminando insieme”, predisposto dalla Direzione regionale “Politiche attive del lavoro, formazione e istruzione, politiche sociali” in accordo con il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il progetto, presentato lo scorso 27 aprile, tende ad offrire una risposta concreta ad anziani e disabili, ispirandosi ai principi della Legge quadro n.104 del 5 febbraio 1992, che rappresenta, ancor oggi, un fondamentale riferimento per le persone con disabilità e per tutti coloro che sostengono un’azione propositiva nelle politiche di settore. La legge persegue, infatti, scopi legati alla garanzia della dignità, dell’autonomia e della piena integrazione, comprendente tutti i percorsi di vita, e sostiene progetti sperimentali orientati al raggiungimento di tali obiettivi. Destinatari di questo progetto sono i cittadini ultrasessantacinquenni residenti nei Comuni colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 (decreto c.d. n.3 del 16 aprile 2009 e n. 11 del 17 luglio 2009) con limitata mobilità; le persone con disabilità di cui alla legge 104/1992 residenti nei Comuni colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 (decreto c.d. n.3 del 16 aprile 2009 e n. 11 del 17 luglio 2009). I soggetti coinvolti sono invece le amministrazioni comunali colpite dal sisma (57 Comuni di cui al decreto c.d. n.3 del 16 aprile 2009 e n. 11 del 17 luglio 2009). L’importo di 270.000 euro, totalmente finanziato dal ministero, sarà destinato ai Comuni e consorzi del cratere che dovranno progettare interventi per realizzare servizi di trasporto e accompagnamento. I fondi potranno essere utilizzati per l’acquisto di appositi mezzi di trasporto.Per sostenere e coinvolgere. La finalità principale del progetto è quella di favorire l’attivazione di interventi volti a promuovere la partecipazione attiva delle persone, in particolare disabili e anziani soli, alla vita della comunità locale, attraverso il servizio di trasporto. Perché, come si legge anche nel documento di presentazione del progetto, “il sisma che ha colpito l’Abruzzo, i suoi luoghi, le sue città, la sua gente, ha certamente aggravato la situazione di mancanza di autonomia e di libertà di movimento delle persone con disabilità e degli anziani non autosufficienti. Per le persone che vivono la propria sicurezza con riferimenti costanti, la presa di coscienza di vuoti improvvisi, il mutare dei luoghi e delle condizioni e, infine, la disgregazione delle famiglie hanno determinato un vuoto anche nella propria sfera psichica”. “Camminando insieme” nasce proprio con lo scopo di superare stati di emarginazione e di esclusione sociale attraverso il recupero dello spazio che distanzia, che allontana, che determina la separazione. Il trasporto dell’anziano fragile e del disabile vuole permettere una loro partecipazione “attiva” altrimenti impossibile, ma soprattutto la possibilità di sentirsi ancora parte di una realtà, mantenendo i propri legami con gli altri e il territorio. Un ulteriore, importante obiettivo è quello di aiutare le famiglie nella cura dei propri componenti, offrendo loro gli strumenti per spostarsi dai luoghi dove sono ubicati per prestazioni sanitarie, per svolgere pratiche nei vari uffici, per prendere parte ad attività di integrazione sociale.Camminare insieme. In attesa che il progetto venga attuato nei luoghi più colpiti dal terremoto, anziani e disabili continuano ad essere sostenuti da varie realtà operanti nel territorio. L’Unitalsi (Unione nazionale trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali) è tra le associazioni di volontariato che da più di un anno stanno operando in favore delle popolazioni abruzzesi ferite dal sisma. Nei giorni appena successivi alla tragedia, il dipartimento della Protezione Civile aveva incaricato l’Unitalsi del trasporto, con mezzi attrezzati e carrozzine, di anziani e disabili dai luoghi di abitazione verso le varie tendopoli allestite. “A distanza di 17 mesi da quella terribile notte – ha dichiarato il presidente della sottosezione abruzzese, Raffaele Pacchiarotta – continuiamo a stare vicino a chi ha più bisogno di noi, offrendo il conforto dell’amicizia e della preghiera ai tanti malati del territorio”. Nonostante le difficoltà causate dal terremoto, che ha reso inagibile la sede operativa dell’Unitalsi, “noi non abbiamo mai smesso di portare avanti le nostre iniziative – ha proseguito Pacchiarotta – e ci impegniamo per visitare e aiutare i disabili attraverso vari momenti di condivisione: dal pellegrinaggio alla festa”. Molti sono poi gli anziani che ancora vivono negli alberghi della costa abruzzese, desiderosi di tornare nella città che non ha più un posto per loro, assistiti dalla Caritas di Teramo e Pescara. “Per loro – ha spiegato il responsabile della Caritas nazionale, Danilo Feliciangeli, durante l’inaugurazione di un centro di comunità nella periferia della città dell’Aquila – verranno realizzate strutture composte da appartamenti e spazi multifunzionali, collocate laddove si registrano carenze di spazi abitativi per le fasce più deboli”.a cura di Alessandra Circi(15 settembre 2010)