"Il sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo non può limitarsi a una semplice celebrazione". Secondo Jacques Barrot, vicepresidente della Commissione europea, la giornata odierna deve "essere l’occasione per l’Ue e per i suoi cittadini di rinnovare l’impegno al servizio del rispetto della persona umana, della sua libertà, della sua dignità". Barrot ricorda che questo "deve essere un imperativo assoluto in un mondo dove l’intolleranza, il disprezzo dell’altro e la violenza purtroppo si manifestano regolarmente". Il commissario ricorda che "il rispetto dei diritti dell’uomo, come la pace, non si possono mai dare per acquisiti". Segnala quindi i successi su questo versante ottenuti dal Consiglio d’Europa e dalla Corte dei diritti umani di Strasburgo, "fra cui lo sradicamento della pena di morte" nel vecchio continente. Lo stesso vicepresidente dell’Esecutivo esprime un desiderio: "Possa la Carta dei diritti fondamentali dell’Ue diventare l’anno prossimo, grazie alla ratifica del Trattato di Lisbona, una realtà giuridicamente vincolante" nell’Unione, "così da poter perseguire chiunque si renda colpevole di gravi attentati ai diritti essenziali".” “