NANOTECNOLOGIE: LEONE (UNIV. PALERMO), "EVITARE STEREOTIPI E ALLARMISMI"

"Evitare stereotipi e allarmismi", utilizzando come principio-guida "il principio di precauzione". E’ l’invito, raccolto dal Sir, di Salvino Leone, docente di bioetica all’Università di Palermo, in materia di nanotecnologie. E’ di oggi, infatti, la notizia di una ricerca, pubblicata su "Nature Nanotechnology" e riportata da un grande quotidiano nazionale, secondo la quale la religione costituirebbe una sorta di "filtro" nell’affrontare le nuove frontiere tecnologiche, generando in genere diffidenza in tale ambito. Stando ai dati dell’indagine condotta dai ricercatori dell’Università americana del Wiscounsin in dodici Paesi europei, più gli Stati Uniti, in Europa le nazioni maggiormente contrarie alle nanotecnologie sono risultate l’Italia e l’Irlanda, "che sono più religiose". Più che evocare l’annosa diatriba tra fede "oscurantista" e scienza "progressista", per Leone "queste situazioni fanno emergere una paura tipica dell’immaginario collettivo, legata per esempio agli Ogm e a cose del genere, in base alla quale la gente ha paura che qualcosa di eccessivamente nuovo possa sconvolgere gli equilibri naturali". Di qui la necessità di "evitare gli stereotipi che creano schieramenti contrapposti tra chi, per fede, accetterebbe solo ciò che è naturale, e gli scienziati considerati tutti di per sé agnostici, dunque favorevoli automaticamente ad ogni tipo di progresso". (segue)