GIOVANI ITALIANI NEL MONDO: PITTAU (MIGRANTES), "NON PERDERE QUESTA PREZIOSA RETE"

"Non si può non guardare con grande interesse alla prima conferenza mondiale dei giovani italiani nel mondo". E’ quanto afferma al Sir Franco Pittau, coordinatore scientifico del "Rapporto Italiani nel mondo" della Fondazione Migrantes alla vigilia della prima "Conferenza mondiale dei giovani italiani" che si aprirà domani (fino al 12) a Roma e alla quale parteciperanno circa 650 giovani in rappresentanza di diversi Paesi. "Cosa vuol dire essere italiani senza essere cioè nati in Italia? Il legame giuridico senz’altro esiste, ma quello economico, sociale, culturale e – perché no – anche religioso? Sulla base dei contatti che ho avuto modo di avere e degli studi che ci consentono di poter confrontare molti punti di vista e di riflettere sui risultati di diverse indagini – aggiunge Pittau – quanto meno si devono auspicare lavori imperniati su proposte concrete". In mancanza di questa concretezza, "l’italianità – conclude Pittau – resterà un concetto vuoto o quasi e i nostri giovani continueranno a essere italiani ma sentendosi lontani dall’Italia, il che significa perdere una rete preziosa in un mondo globalizzato". Dei circa 4 milioni di cittadini italiani residenti all’estero e che hanno conservato la cittadinanza i giovani, compresi in una fascia di età dai 18 ai 35 anni, sono circa un milione, il 24% della collettività.