"Evidenziare il contributo specifico che la cultura cristiana può dare al miglioramento della condizione femminile". Questo l’obiettivo principale del convegno internazionale "Women and Human Rights", che analizza la condizione femminile a 60 dalla dichiarazione dei diritti umani. Protagoniste d’eccezione dell’iniziativa in programma venerdì prossimo, 12 dicembre, all’Angelicum di Roma (ore 9, largo Angelicum, 1) saranno Cherie Blair, moglie dell’ex premier britannico, fondatrice delle Matrix Chambers di Londra, istituzione specializzata negli aspetti legali connessi alla promozione dei diritti umani, e Janne Haaland Matlary, docente di scienze politiche all’Università di Oslo, già membro del governo norvegese e attuale membro del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace. "A 60 anni dalla dichiarazione universale dei diritti umani si legge in una nota – le discriminazioni soprattutto nei confronti della donne sono ancora un tema di drammatica attualità. Il premio Nobel Amartya Sen parla di 100 milioni di donne solo in Africa e in India che hanno perso la vita, so sono state soppresse ancora prima di nascere, a causa della discriminazione". "I diritti umani delle donne: cambiano secondo le politiche dell’Occidente?" è il tema della relazione di Matlary, mentre "La religione come forza di protezione dei diritti delle donne" è il tema dell’intervento di Blair.