"Ha ereditato ha detto una Chiesa indebolita dopo decenni di repressione". "Nel momento in cui grandi sfide pesavano sul nostro Paese, la debole Chiesa russa ha dovuto affrontarle, non perdere il suo popolo e aiutarlo a ritrovare la fede". "Oggi ha proseguito il metropolita Kirill, che si è visibilmente commosso fino alle lacrime ci lascia un’altra Chiesa. Non è più la Chiesa debole, impotente. Nonostante tutte le sfide, ha saputo salvaguardare l’unità della Chiesa e oggi siamo qui tutti insieme".