RAPPORTO CENSIS: IL 2008 ANNO DI "FRAGILITÀ, PAURE, PANICO" (3)

Mentre quindi appaiono giustificati i timori di un gran numero di famiglie di finire in "default", cioé fallite (sommando le varie categorie, si arriva a circa il 40% del totale), per via di mutui con rate molto care, risparmi collocati in azioni e fondi comuni azionari pesantemente colpiti dalla crisi delle borse, disoccupazione crescente, ci sono anche fattori di speranza "in fondo al tunnel". Il Censis ricorda la presenza e il ruolo degli immigrati, con la loro vitalità demografica e la moltiplicazione emulativa di spiriti imprenditoriali; l’azione delle minoranze vitali già indicate lo scorso anno, specialmente dei player nell’economia internazionale; la crescita ulteriore della componente competitiva del territorio (dopo e oltre i distretti e i borghi, con le nuove mega conurbazioni urbane); la propensione a una temperata gestione dei consumi e dei comportamenti (si parla di "nuova sobrietà"); il passaggio dall’economia mista pubblico-privata a un insieme oligarchico di soggetti economici (fondazioni, gruppi bancari, utilities). Secondo il Censis la ricetta giusta è la seguente: "mercato largo, economia aperta, policentrismo decisionale". (segue)