ABRUZZO
Una legge per le associazioni di promozione sociale
È stata approvata dal Consiglio regionale dell’Abruzzo la legge per l’attuazione della disciplina nazionale delle associazioni di promozione sociale. La legge, presentata dall’assessore alle Politiche sociali, Paolo Gatti, e dal presidente della V Commissione consiliare della Regione, Nicoletta Verì, fa sì che si riconosca anche in Abruzzo la funzione sociale del Terzo settore e definisce la natura giuridica delle associazioni di promozione sociale. Oltre a dare legittimità alle tante associazioni presenti sul territorio, la normativa prevede l’istituzione di un registro regionale di tali associazioni e la creazione di un Osservatorio regionale dell’associazionismo.Un aiuto al Terzo settore. Il provvedimento va a realizzare una regolamentazione che, tenuto conto delle particolarità e della crescente rilevanza dell’associazionismo di promozione sociale, dà una concreta risposta alle istanze provenienti dalle associazioni, che in passato avevano sollecitato più volte l’istituzione di un registro regionale, requisito fondamentale per poter partecipare a bandi e gare d’appalto anche a livello nazionale. Nel testo di legge vengono definite "associazioni di promozione sociale" le associazioni, riconosciute e non riconosciute, i movimenti, i gruppi e i loro coordinamenti, le federazioni che svolgono, in forma continuativa, attività di utilità sociale senza finalità di lucro sul territorio regionale. Sono considerate attività di utilità sociale quelle tese a soddisfare i bisogni della comunità nei settori relativi ai servizi sociosanitari, assistenziali ed educativi, inclusione sociale, promozione della solidarietà e dei diritti dei cittadini, tutela e valorizzazione dell’ambiente e del patrimonio storico, artistico e culturale, attività del tempo libero, sport e turismo sociale, ricerca etica e spirituale. La disattenzione della politica. "L’approvazione della legge che recepisce la normativa nazionale sulle associazioni di promozione sociale arriva a colmare un vuoto, quasi decennale, con cui l’Abruzzo faceva notare la disattenzione del mondo politico per la realtà del privato sociale’, ossia quella miriade di associazioni che rendono vivo il Terzo settore nella nostra realtà locale". Queste le parole di don Carmine Miccoli, incaricato regionale della Pastorale sociale e del lavoro, che da anni si dedica a dare una mano a chi ha maggiori difficoltà. Don Carmine sottolinea la validità della legge che, se attuata nel migliore dei modi, può essere base d’appoggio per tante persone impegnate a far fronte ai bisogni del prossimo. "Spero solo – dichiara don Miccoli – che non siano poi i cordoni della borsa, sempre più stretti, a vincolare quello che la legge può finalmente indirizzare e promuovere. Insomma, la tendenza nazionale, sempre più preoccupante, di ridurre la spesa destinata alquesta porzione importante del mondo del volontariato può vanificare anche le migliori proposte che la legge vuole sostenere". Per i diritti dei più deboli. "Sono davvero soddisfatta dell’approvazione di questo importante provvedimento, attraverso cui finalmente si potranno fare controlli seri e scoprire così le illegalità di tante associazioni che ottengono fondi e finanziamenti per il sociale, ma poi in realtà per il sociale fanno poco". A parlare è Anna Rita Felici, presidente dell’associazione Aptdh (Associazione per la promozione e la tutela dei diritti dell’handicap), con sede a L’Aquila, che da 17 anni opera insieme al marito per aiutare chi, come suo figlio, è portatore di handicap. "Ogni anno la mia associazione ottiene un contributo di circa 20-25 mila euro; quest’anno ne abbiamo ottenuti 15 mila così come altre associazioni che non svolgono un’attività impegnativa e difficile quanto la nostra. Credo sia giunto il momento continua la presidente di dare una regolamentazione valida per ogni associazione che si propone di operare per il sociale; l’Aptdh, dopo due anni di lotta, con decreto del presidente della Giunta regionale n. 98 del 5 agosto 2010 è stata iscritta nel registro delle persone giuridiche istituito presso la Regione Abruzzo, ottenendo così anche maggiore credibilità". Felici sottolinea quanto sia difficile oggi, soprattutto nel capoluogo abruzzese, garantire assistenza ai portatori di handicap e alle loro famiglie, lavorando spesso senza il sostegno delle istituzioni. "Subito dopo il sisma che ha distrutto la nostra sede, io e mio marito abbiamo utilizzato i nostri risparmi per acquistare una nuova struttura che ospitasse l’associazione; abbiamo speso 70 mila euro e non abbiamo avuto alcun rimborso. Ora stiamo aspettando risposte da parte delle istituzioni locali per avere un appartamento da utilizzare come casa famiglia. La mia speranza conclude è che questa legge possa andare incontro a chi dedica la propria vita agli ultimi". a cura di Alessandra Circi(23 febbraio 2012)