"I diritti dell’uomo sono espressione dell’eminente e inviolabile dignità di ogni persona umana e manifestano la sua vocazione unica e irripetibile, al di là di qualsiasi differenza e ogni possibile discriminazione". Lo ribadisce oggi una nota del Pontificio Consiglio della Giustizia e della pace, nel ricordare l’approssimarsi della solenne celebrazione, in Vaticano, del 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, il prossimo 10 dicembre. Una Dichiarazione, continua la nota, "che ha sancito ed elencato tali diritti" ed è "una pietra miliare della civiltà umana" perché ribadisce "che il progresso dell’umanità non si misura solo coll’avanzamento della scienza, della tecnica e dell’economia, ma anche e soprattutto col primato dei valori spirituali e col progresso della vita morale". Alla celebrazione nel pomeriggio del 10 dicembre parteciperà Benedetto XVI. Si articolerà in un Atto commemorativo di riflessione e di studio, con discorsi, tra gli altri del Segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, e del Direttore generale dell’Organizzazione Mondiale del Lavoro, Juan Somavia, alla presenza attesa del Presidente italiano Giorgio Napolitano. Seguirà un concerto di musiche classiche eseguite dalla Brandenburghisches Staatsorchester di Francoforte, diretta dal Maestro Inma Shara, spagnola, prima donna a dirigere un complesso sinfonico in Vaticano.