BENEDETTO XVI: "UN FIUME SPORCO DEL MALE AVVELENA LA GEOGRAFIA DELLA STORIA UMANA"

"Un fiume sporco del male avvelena la geografia della storia umana" frutto della "contraddizione nell’essere umano". Lo ha detto Benedetto XVI oggi in udienza parlando della dottrina sul peccato originale. "E’ sostenibile ancora oggi questa dottrina?" si è chiesto il Pontefice evidenziando come siano "molti coloro che pensano che, alla luce della storia dell’evoluzione, non ci sarebbe più spazio per questa dottrina" facendo di fatto "perdere di fondamento alla questione della redenzione e del redentore". Parlando del peccato originale, il Papa ha dichiarato che è "una realtà visibile, toccabile da tutti. Ogni uomo sa che deve fare il bene e intimamente lo vuole anche fare, ma nello stesso tempo, sente l’impulso di fare il contrario, di seguire la strada dell’egoismo, della violenza, di fare ciò che gli piace sapendo di agire contro Dio e il prossimo". Una contraddizione che, per Benedetto XVI, "ognuno prova ogni giorno: vediamo intorno a noi la prevalenza di questa seconda volontà, basti pensare alle notizie di violenza, ingiustizia, lussuria, menzogna". "Da questo potere del male si è sviluppato nelle nostre anime un fiume sporco che avvelena la geografia della storia umana". Questa contraddizione, tuttavia, "deve provocare il desiderio di redenzione; nella politica tutti parlano di questa esigenza di cambiare il mondo. Il progresso è espressione della volontà di redenzione".